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Archive for novembre 2011

 Presentazione del G.A.S. della Valpolicella

Zona Pescantina

Tirtha – 21/11/2011

 Il G.A.S. è un gruppo d’acquisto formato da un insieme di persone che decidono di incontrarsi per acquistare all’ingrosso prodotti alimentari o di uso comune, da ridistribuire tra loro.

Solidale perché utilizza il concetto di solidarieta’ come criterio guida nella scelta dei prodotti: i gruppi cercano prodotti provenienti da piccoli produttori locali per avere la possibilità di conoscerli direttamente e per ridurre l’inquinamento e lo spreco di energia derivanti dal trasporto (km 0). Inoltre si cercano prodotti biologici o ecologici che siano stati realizzati rispettando le condizioni di lavoro.

Come nasce un G.A.S.?
Uno comincia a parlare dell’idea degli acquisti collettivi nel proprio giro di amici, e se trova altri interessati si forma il gruppo. Insieme ci si occupa di ricercare nella zona piccoli produttori rispettosi dell’uomo e dell’ambiente, di raccogliere gli ordini tra chi aderisce, di acquistare i prodotti e distribuirli… e si parte!

Una rete
I gruppi di acquisto sono collegati fra di loro in una rete che serve ad aiutarli e a diffondere questa esperienza attraverso lo scambio di informazioni.

Intergas:

Storia: La storia dei gruppi d’acquisto solidali in Italia inizia nel 1994 con la nascita del primo gruppo a Fidenza. Impennata di nascita nuovi gruppi dopo il servizio su Report.

Info su: www.retegas.org

 GASpolicella: nato nel 2007, composto da circa 120 famiglie, comprende gran parte dell’area ovest di Verona che vanno da Domegliara ad Arbizzano e da Fumane a Pescantina, data l’ampiezza territoriale il Gaspolicella è stato diviso in 5 zone.

Il GASpolicella si è dotato di un regolamento che si può visionare su www.gaspolicella.org/chisiamo

Per aderire al GASpolicella si deve compilare il modulo di adesione e dare la quota annuale di 10,00, la quale servirà per acquisti di strumenti o oggetti utili GAS, al finanziamento di associazioni territoriali o del commercio equo solidale,  eventuali altre iniziative decise dall’assemblea generale. Ogni due mesi c’è la riunione generale che si svolge a rotazione nelle 5 zone del GASpolicella.

GASpolicella – ZONA P

La zona di Pescantina è nata nel 2009 dalla fusione del Gas di Settimo ed alcuni del Gaspolicella che hanno traslocato in Pescantina. Il gruppo di Pescantina attualmente è composto da 25 famiglie.

Incontri: ogni 2 mesi c’è la riunione generale, ogni tanto la riunione di zona.

https://gaspescantina.wordpress.com/

 

InterGAS:  rappresentanti dei vari gruppi di acquisto solidale di Verona si riuniscono mensilmente per scambiarsi informazioni e notizie.

http://www.selese.org/

Prodotti: Carne – Verdura – riso – mele – arance – pesche – mandorle – caffè – cosmetici – detersivi – farine – legumi – miele – olio d’oliva – pesce – parmigiano reggiano – pasta – pomodori da salsa – kiwi – patate – birra – mirtilli – pizza taglio – pizza tonda – intimo – maglie e felpe – jeans scarpe – pane – ……

PROGETTO DI FILIERA DEL GRANO

L’idea del progetto della filiera del grano è partita nel 2008 e consiste nel programmare assieme ai produttori biologici locali la produzione di grano bio in funzione del fabbisogno reale (domanda) da parte dei GAS (e altre realtà che possono aderire) e nella successiva trasformazione/distribuzione di tale bene a questi ultimi; è prevista la distribuzione sia del prodotto in chicchi che della farina o del pane.

La prima caratteristica del progetto è che il meccanismo della programmazione della produzione e della composizione dei prezzi (da quello alla produzione fino a quello finale) non avviene secondo il modello della domanda e offerta che ha luogo nel mercato, influenzato da speculazioni e dai rispettivi poteri contrattuali, irrispettosi della dignità sia dei produttori che dei fruitori, ma viene invece concertato “a monte” di tale processo, secondo buonsenso e rispetto delle parti.

Questa caratteristica rende possibile una migliore programmazione di quantità e di prezzi, va a beneficio sia dei produttori che possono avere una garanzia dei propri ricavi, sia dei fruitori che possono approvvigionarsi di un bene di qualità ad un prezzo equo e trasparente. Essa consente inoltre di ridurre gli scarti di produzione

La seconda caratteristica del progetto è che vuole essere una sperimentazione di attività economica progettata e gestita tra fruitori, produttori e trasformatori (mulino e panificio), secondo i principi dell’economia “solidale”: partecipazione, trasparenza, equità, sostenibilità, fiducia, solidarietà

La terza caratteristica è che in questo modo si riducono le esigenze di trasporto delle materia prime e dei lavorati contribuendo così al contenimento dell’emissione di gas serra e del consumo insensato di materie prime.

Annualmente si può prenotare la farina e settimanalmente si può prenotare e comperare il pane. Buonissimo

http://www.selese.org/

 Farina senatore cappelli: pane fatto con la farina del grano senatore cappelli coltivato per i gas veronesi dall’agricoltore Albano Moscardo, è di farina semintegrale ma ha l’aspetto bianco essendo grano duro. Il grano Senatore Cappelli è l’antenato dei grani duri e non ha mai subito le alterazioni delle tecniche di manipolazione genetica dell’agricoltura moderna, che sacrificano sapore e contenuto tradizionale a vantaggio di rendimento elevato.

Caffè: Tatawelo significa in idioma tzeltal “nonno, avo antico”, ed è il nome del caffè prodotto dalla Cooperativa di indigeni di etnia tzotzil/tzeltal “Sit Lequil Lum” (Il Frutto della Madre Terra), dello stato del Chiapas in Messico.

Il progetto Tatawelo nasce nel 2003 dalla sinergia tra diverse organizzazioni dell’economia solidale italiana per accompagnare le comunità zapatiste del Chiapas, da anni in lotta per l’affermazione del diritto a vivere dignitosamente sulle proprie terre e secondo la propria cultura, nel raggiungimento di una reale autonomia, e nella creazione di condizioni per uno sviluppo sostenibile. Nel 2003 il progetto Tatawelo vede la partecipazione di una rete di organizzazioni di commercio equo e dell’economia solidale, tra cui Commercio Alternativo, che inizialmente seguiva l’importazione e la parte economica.

Il GASpolicella tramite l’ASSOCIAZIONE TATAWELO acquista direttamente il caffè nello stato del Chiapas (Messico)

Transizione: all’interno del GASpolicella si è formato un gruppo di volontari che si interessa di “Transizione” organizzando incontri e dibattiti

la Transizione è un movimento culturale impegnato nel traghettare la nostra società industrializzata dall’attuale modello economico profondamente basato su una vasta disponibilità di petrolio a basso costo e sulla logica di consumo delle risorse a un nuovo modello sostenibile non dipendente dal petrolio e caratterizzato da un alto livello di resilienza.

Transition è un movimento culturale nato qualche anno anni fa in Inghilterra dalle intuizioni e dal lavoro di Rob Hopkins.

Tutto nasce quasi per caso nel2003. Inquel periodo Rob Hopkins insegnava a Kinsale e con i suoi studenti creò il Kinsale Energy Descent Plan un progetto strategico che indicava come la piccola città avrebbe dovuto riorganizzare la propria esistenza in un mondo in cui il petrolio non fosse stato più economico e largamente disponibile.

Voleva essere un’esercitazione scolastica, ma quasi subito tutti si resero conto del potenziale rivoluzionario di quella iniziativa. Quello era il seme della Transizione, il progetto consapevole del passaggio dallo scenario attuale a quello del prossimo futuro.

L’economia del mondo industrializzato è stata sviluppata negli ultimi 150 anni sulla base di una grande disponibilità di energia a basso prezzo ottenuta dalle fonti fossili, prima fra tutte il petrolio. Più in generale il nostro sistema di consumo si fonda sull’assunto paradossale che le risorse a disposizione siano infinite.

Le conseguenze più evidenti di questa politica sono il Global Warming e il picco delle risorse, prime tra tutte il petrolio, una combinazione di eventi dalle ricadute di portata epocale sulla vita di tutti noi. Ci sono molti altri effetti che si sommano a questi, inquinamento, distruzione della biodiversità, iniquità sociale, mancata ridistribuzione della ricchezza, ecc.

La crisi petrolifera appare però la minaccia più immediata e facilmente percepibile dalle persone. Rob intuisce che è più semplice partire da questo punto e arrivare agli altri di conseguenza, un’intuizione che è probabilmente alla base della fulminea diffusione del suo movimento.

RISCOPRIRE LA RESILIENZA: Resilienza non è un termine molto conosciuto, esprime una caratteristica tipica dei sistemi naturali. La resilienza è la capacità di un certo sistema, di una certa specie, di una certa organizzazione di adattarsi ai cambiamenti, anche traumatici, che provengono dall’esterno senza degenerare, una sorta di flessibilità rispetto alle sollecitazioni.

La società industrializzata è caratterizzata da un bassissimo livello di resilienza. Viviamo tutti un costante stato di dipendenza da sistemi e organizzazioni dei quali non abbiamo alcun controllo. Nelle nostre città consumiamo gas, cibo, prodotti che percorrono migliaia di chilometri per raggiungerci, con catene di produzione e distribuzione estremamente lunghe, complesse e delicate. Il tutto è reso possibile dall’abbondanza di petrolio a basso prezzo che rende semplice avere energia ovunque e spostare enormi quantità di merci da una parte all’altra del pianeta.

È facile scorgere l’estrema fragilità di questo assetto, basta chiudere il rubinetto del carburante e la nostra intera civiltà si paralizza. Questa non è resilienza.

I progetti di Transizione mirano invece a creare comunità libere dalla dipendenza dal petrolio e fortemente resilienti attraverso la ripianificazione energetica e la rilocalizzazione delle risorse di base della comunità (produzione del cibo, dei beni e dei servizi fondamentali).

Lo fa con proposte e progetti incredibilmente pratici, fattivi e basati sul buon senso. Prevedono processi governati dal basso e la costruzione di una rete sociale e solidale molto forte tra gli abitanti delle comunità. La dimensione locale non preclude però l’esistenza di altri livelli di relazione, scambio e mercato regionale, nazionale, internazionale e globale.

LE TRANSITION TOWNS  Nascono così le Transition Towns (oramai centinaia), città e comunità che sulla spinta dei propri cittadini decidono di prendere la via della transizione.

 http://transitionitalia.wordpress.com/

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RA Energia Solidale, in collaborazione con Hermete Comunicazione Sociale, organizza un ciclo di conferenze sul risparmio energetico patrocinate dal Comune di San Pietro in Cariano (VR) per informare la popolazione sugli accorgimenti da adottare per risparmiare energia e sulle tecnologie disponibili per farlo al meglio.

La serata è giovedì 3 novembre alle ore 20:30 presso la Sala Lonardi in via Beethoven n° \16 a San Pietro in Cariano. La conferenza è aperta a tutti, è esclusivamente a scopo informativo, non pubblicitario!

Presenta: Aronne Rizzi, Psicologo del Lavoro

Relatore: Antonio Tomba, Ingegnere energetico Ir.

Argomenti trattati:

  • tutto sul fotovoltaico
  • il nuovo incentivo statale
  • risparmio energetico: risparmiare e respirare

Scarica la locandina al link sottostante:

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